Intervista ad Alessandro “Pasti” degli iDomina

By Emiliano Spinelli - - Interviste

Per la nostra apprezzatissima rubrica delle interviste ai protagonisti del gaming italiano, oggi ci siamo fatti una chiacchierata con Alessandro “Pasti”, capo clan degli iDomina.


-Parlaci un po’ della tua carriera.

  • Io ho iniziato nel 2011 per gioco, con degli amici della mia città decidemmo di prendere una Xbox per divertirci a Fifa e Call of Duty. Poi giocando in pubblica ho conosciuto quelli che  adesso mi accompagnano quotidianamente nella gestione e organizzazione della multigaming. Il mio nick “Pasti” deriva dal mio lavoro,infatti gestisco un bar pasticceria gelateria con la mia famiglia e nello specifico mi occupo della produzione dei prodotti di pasticceria.

-Quali sono le emozioni dei tornei dal vivo?

  • I tornei dal vivo sono la finalizzazione di tutto ciò che viene fatto on line. In lan si provano emozioni bellissime, perché ci si può relazionare con tutti quei ragazzi che ti accompagnano nella quotidianità dell’ on line.

-Cosa pensi del movimento degli eSports in generale e come credi possa migliorare in Italia?

  • L’ eSports credo sia un nuovo modo di fare spettacolo e di intrattenere. Sicuramente al momento noi italiani siamo ancora molto indietro rispetto per esempio agli Stati Uniti, ma qualcosa comincia a muoversi tant’è che chi prima ci guardava con aria diffidente, adesso comincia ad intravedere un opportunità. In Italia per quanto riguarda noi multigaming, stiamo cercando di regolamentare questo mondo il più possibile per farci trovare pronti quando il treno passerà anche per noi.

-All’estero stanno avendo successo le trasmissioni a sfondo gaming che trasmettono e commentano i vari tornei internazionali; come accoglieresti una proposta del genere in Italia?

  • Sarebbe sicuramente l’inizio del cambiamento a patto che le televisioni capiscano che questo è un terreno fertile su cui però bisogna lavorare molto prima di  poter ottenere dei numeri di utenza adeguati al sistema televisivo.

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-Raccontaci un aneddoto particolarmente emozionante vissuto in questi anni di tornei.

  • Sicuramente la prima lan nel 2014, a Verona, dove siamo arrivati da totali sconosciuti e anche un po derisi in quanto competevamo in un’altra modalità di gioco rispetto a quella giocata nel torneo. Abbiamo eliminato al primo turno uno dei team storici del panorama,e vedere tutte le facce incredule dei presenti è stata meglio di ogni vittoria.

 

-Come ti sei avvicinato al mondo dei videogiochi e qual è il tuo titolo preferito di sempre?

  • Come scritto sopra mi sono avvicinato al mondo dei videogames giocando con amici della mia città. Facevamo serate a tema games principalmente su FifaCoD e Guitar Hero, rigorosamente Metallica.

-Aspettative per la nuova stagione?

  • Sicuramente riuscire a mantenere il nostro standard attuale per quanto riguarda i risultati della multigaming e invece per quanto riguarda le community, vorremmo riuscire a creare e formare nuovi potenziali campioni come già fatto fino ad ora.

-Ritieni che i più importanti player nel panorama gaming meritino notorietà come un qualsiasi sportivo?

  • Certamente, a patto che siano un esempio positivo per chi li guarda.

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-Cosa pensi del progetto “Gamerwall”?

  • Le community che si propongono di fare quello che fate voi in Italia sono molte, ma purtroppo molte di esse non sono professionali. Personalmente dopo aver osservato la vostra, son rimasto piacevolmente colpito in positivo e spero che diventiate un’istituzione, nel settore videoludico.

-Hai dei rimpianti nella tua carriera?

  • Forse di non essere approdato in questo mondo qualche anno prima. Credo che tante cose sarebbero diverse adesso. In questo mondo serve più gente che lotti per un bene comune e meno persone che guardino il proprio tornaconto.

-Come ti alleni? Hai un’allenamento specifico?

  • Ai  nostri ragazzi insegniamo sempre che prima di allenarsi devono pensare alle cose più importanti come lo studio e la famiglia. Una volta adempito ai loro doveri primari chiediamo a loro di allenarsi quanto meno 3 o 4 ore al giorno per almeno 5 giorni a settimana. La dedizione è fondamentale in questo mondo per emergere.

-Cosa consigli a chi vuole avvicinarsi a questo mondo?

  • Di non vederlo come l’unico obiettivo della vita, ma di lavorare ogni giorno per far sì che possa diventare qualcosa di più di un semplice gioco. Ci sono sempre più esempi di ragazzi che hanno trovato lavoro in questo settore, quindi le opportunità ci sono, ma bisogna investire un po’ sulla propria figura e farsi trovare pronti.

-Raccontaci cosa vuol dire per te far parte di una community come quella italiana.

La nostra è una community potenzialmente molto buona, bisogna solo cominciare a far capire ai giocatori e alle multigaming che per crescere ci vuole più serietà da ambo le parti.