Intervista ad Alberto “Herc82” Pahle

By Emiliano Spinelli - - Interviste

Nell’intervista di oggi ho avuto il piacere di fare qualche domanda ad Alberto “H82” Pahle. Attualmente il top degli youtuber per quanto riguarda Overwatch, ha una carriera lunghissima come player, caster e un’altra miriade di ruoli all’interno del gaming, dall’alto delle sue 34 primavere.


-Parlaci un po’ della tua carriera.

  • Innanzitutto ciao a tutti, io sono Alberto. Ho 34 anni e sono nella vita uno sviluppatore/esperto di interfacce per un noto gruppo bancario italiano. Per anni ho lavorato nell’ambito della comunicazione ma tutto questo è derivato come una DEVIAZIONE dalla mia passione, i videogiochi. Infatti io sono uno dei pionieri dell’online gaming italiano e nel 1996 con un modem 33.6k e le bollette pagate facendo il muratore d’estate dopo la scuola ho iniziato con giochi come Diablo 1 e Ultima Online. Da lì, sempre seguito da mio fratello di 2 anni più piccolo siamo da subito diventati una coppia che ai tempi era molto temuta specie in ambito del player vs player. Il mio nickname “HERC” deriva proprio da quegli anni, e ben presto, da essere uno dei più temuti player killer di UO, passando nei vari giochi mi sono sempre piazzato al TOP delle classifiche italiane e europee, specialmente in DARK AGE OF CAMELOTH (#1 Realm points), WORLD OF WARCRAFT (RANK #13 e TOP20 team 5v5 eu Season1 ) . Se prima con UO ho creato piccoli video cult in flash per la community, in WOW con l’arrivo anche dei programmi di video editing la mia passione per il pvp e la mia vena creativa sono esplosi con dei video che ai tempi ( IL 2006.. ) senza youtube ne nessun’altro mezzo di divulgazione sono riusciti a raggiungere le 100.000 view. Dopodiché si cresce, ci si laurea, si va a lavoro, ci si sposa e si mette su famiglia e da protagonista sono passato a “follower” seguendo la scena di un nuovo fenomeno, l’eSport nell’ombra. Con un pò di rabbia e invidia verso i ragazzi di oggi che hanno avuto forse più mezzi tecnologici per poter sviluppare la loro passione al meglio e poterne ricavare un vero lavoro, cosa QUASI impossibile ai miei tempi, ho atteso un gioco che potesse farmi ritornare alla ribalta come ai vecchi tempi. Nel frattempo, una delle figure più affascinanti del panorama eSports si faceva avanti…il caster. essendo appassionato di Starcraft 2 (high diamon season1 e 2) con mio fratello EDOZ sognavamo di essere un giorno come Nick “Tasteless” e Artosis.  Quando al Blizzcon 2014 Overwatch è stato presentato ho pensato tra me e me che il momento era arrivato… e nell’inverno 2015 ho iniziato a mettermi al lavoro e il 31 Dicembre 2015 ho creato questo video mirato ad attirare l’attenzione del pubblico interessato a Overwatch e non solo, anche di Blizzard. La settimana dopo, un secondo video e, inaspettato, su SKYPE un nuovo messaggio: era Lliodelur il Community Manager Italiano di Blizzard che voleva parlare con me…

-Quali sono le difficoltà che si possono incontrare nel percorso?

  • Davvero un macello, specialmente in italia. Innanzitutto dato che in Italia è quasi impossibile “VIVERE” di eSports devi saper bilanciare LAVORO PRINCIPALE, Famiglia e GAMING. La seconda cosa è far capire a molti che il tuo lavoro che ha un risultato “PROFESSIONALE” va trattata come una PROFESSIONE. In questo caso essere “vecchiotto” nei confronti dei colleghi mi ha permesso di avere una marcia in più perché purtroppo in Italia i ragazzi vengono poco presi sul serio anche se pieni di talento. Un’altra difficoltà purtroppo sono i limiti tecnici del nostro paese che ti devono sempre far pensare in anticipo ad un PIANO B qualsiasi attività torneo / casting che tu vuoi organizzare.

-Cosa pensi del movimento degli eSports in generale e come credi possa migliorare in Italia?

  • Gli eSports sono una forma di intrattenimento e di disciplina che rappresentano un pò il cambiamento dei nostri tempi. Se ci pensiamo bene nei paesi dove l’industria tecnologica è al MASSIMO dell’evoluzione, vedi la Corea del Sud sono diventati fattore culturale. Come la formula uno e il motociclismo hanno conquistato il pubblico nell’era dell’evoluzione tecnologica dell’industria dell’automobile adesso l’esport segue un altro tipo di evoluzione storica. Quindi è giusto che si evolva e diventi fenomeno di massa. Inoltre la preparazione degli atleti richiede anche qui moltissime ore di allenamento, costanza, preparazione fisica e una vita “sana” proprio come gli sport che tutti conosciamo. In Italia purtroppo manca una cosa importante: qualcuno che voglia rischiare investendo TANTO nell’esport. Dove c’è l’investimento c’è potenziale di risultato. Fin’ora siamo un pò tutti “cantinari” , ma nei rari casi dove c’è un investimento riusciamo a diventare eccellenza.

-All’estero stanno avendo successo le trasmissioni a sfondo gaming che trasmettono e commentano i vari tornei internazionali; come accoglieresti una proposta del genere in Italia?

  • Penso che pian piano anche questo arriverà nelle televisioni italiane, per quanto riguarda l’online streaming tutto questo lo facciamo già e lavoriamo ogni giorno per evolverci. Se dovesse arrivarmi una proposta da una emittente televisiva penso che mi ci butterei se però il progetto è serio e punta ad un livello qualitativo alto. Bisogna lavorare sulla qualità in Italia altrimenti ne da dentro ne da fuori nessuno ci può prendere sul serio.

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-Raccontaci un aneddoto particolarmente emozionante vissuto in questi anni.

  • Emozionante è stato avere l’onore di aver partecipato e VISTO anche dietro le quinte la preparazione di un evento Blizzard, in particolare l’evento Overwatch ALLSTARS che è avvenuto proprio nei primi giorni di release del gioco. Quel giorno ho anche avuto l’onore di un pranzo con dei ragazzi di Blizzard, è stato stupendo perché capisci che la tua passione viene vista anche dagli addetti ai lavori come qualcosa di VALORE e soddisfazioni del genere non sempre capitano nella vita.

-Raccontacene ora uno divertente e inaspettato.

  • Ve ne dico brevemente due: La prima-  il giorno dopo di uno dei miei primi tornei commentati la mia frase “CALA IL MARTELLO” era diventato un MEME e tormentone su tutte le community di Overwatch tanto che addirittura all’Overwatch ALLSTAR sono stato citato per questo eheh. La seconda invece è avvenuta qualche giorno fa, il 20 di giugno quando ho compiuto 34 anni, tutte le board principali sui social della community di Overwatch erano piene di post e meme dedicate a me, non c’è stato spazio per altre news quei giorni.. addirittura alla Gigabyte Cup ho ricevuto un regalo e un bigliettino da “followers” non me lo aspettavo davvero anche perché mi ero dimenticato fosse il giorno del mio compleanno  .

-Come ti sei avvicinato al mondo dei videogiochi e qual è il tuo titolo preferito di sempre?

  • Mio padre per lavoro quando avevo 7 anni ha preso un PC un 8086, per farci una sorpresa ci ha preso dei giochi: Arkanoid, Prince of Persia 1, NBA, Indianapolis 500…e così è nato tutto. Titolo preferito di sempre? Mmmh è una bella sfida tra Warcraft2, Ultima Online, World of Warcraft, Starcraft 2 e Overwatch. Ogni generazione ne ha uno mio che è rimasto nel cuore.

-Aspettative per il futuro?

  • Vedere dove mi porterà ciò che sto facendo…testa bassa e umiltà e vediamo dove arriviamo!

-Ritieni che i più importanti player nel panorama gaming meritino notorietà come un qualsiasi sportivo?

  • DIREI ASSOLUTAMENTE SI

-Cosa pensi del progetto “Gamerwall”?

  • E’ il momento giusto per un progetto del genere che soprattutto tende a differenziarsi dal resto che abbiamo in Italia, quindi buon lavoro ragazzi e continuate così!

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-Cosa consigli a chi vuole avvicinarsi a questo mondo?

  • Consiglio di avere tanta pazienza e passione e puntare SEMPRE ALLA QUALITA’.  Inoltre chi lavora duro prima o poi viene premiato e chi lo sa, magari può entrare a lavorare nell’industry. Nessuno regala niente nel gaming e nell’esport anzi, quindi il primo consiglio che do è di rimboccarsi le maniche e prepararsi a sudare!

-Raccontaci cosa vuol dire per te far parte di una community come quella italiana.

  • La community italiana è una grande sfida e nel caso di Overwatch mi sento di dire che un pò a volte mi sento “lo zio buono” della community. Cosa intendo per “zio buono”.. spesso molte community vengono lasciate allo sbando più totale. Nel caso di Overwatch per fortuna essendo stato forse il primo influencer in assoluto ad aver dato una direzione alle community sui social media sento su di me una grossa responsabilità e quindi tratto la community come se fosse parte di me o parte di un mio progetto. A volte questo richiede un grande sforzo perché in momenti in cui potresti lasciarti andare nel flame , poi alla fine decido di mediare e di calmare sempre le acque anche se la direzione va in modo opposto al mio pensiero. Un’altra cosa importante è la positività: finché ci saranno persone come me a “seminare” energia positiva all’interno della community allora la community continuerà a crescere forte e sana.