Intervista a Roberto “Elminster” Trasatti

By Emiliano Spinelli - - Interviste

La serie di interviste ai protagonisti del gaming viene inaugurata dal presidente del Clan Campione d’Italia di PES 2016Roberto “Elminster” Trasatti. Già vincitori del titolo su PS3 nel 2012 e su Xbox360 nel 2011, 2012 e 2013, l’Elminster Clan si è confermato anche quest’anno, stavolta su PS4, rivelandosi come uno dei clan più vincenti di PES.


– Parlaci un po’ dell’Elminster Clan.

  • L’Elminster Clan nasce nel (lontano) 2005 ed è attualmente il Clan più longevo del panorama; ero entrato da appena un anno nel mondo dei tornei di PES e fu subito un mio desiderio: essere il presidente di una squadra tutta mia in cui l’amicizia e la lealtà fossero la base solida su cui lavorare. Portare al successo una squadra che fosse prima di tutto un team e non un’accozzaglia di nomi. Poi nel tempo questa unione ha fatto sbocciare amicizie uniche che mi accompagnano tuttora nella vita quotidiana. L’ inserimento di alcuni ragazzi nel  gruppo è stato, negli anni, determinante ed oggi posso dire che 11 anni fa ho fatto la scelta giusta perché far parte dell’Elminster Clan oggi vuol dire far parte di una famiglia unita al di là della competizione.

– Quali sono le emozioni dell’ultimo successo? Come è andata la finale?

  • Quest’ anno non eravamo i favoriti ma ci siamo presentati alle finali con la consapevolezza di sempre: essere il gruppo più unito. Prima di iniziare ho riunito tutti vicino a me e come da consuetudine ho parlato al gruppo chiedendo di pensare ognuno alla propria partita senza ascoltare le voci di chi era presente in sala, consapevole del fatto che solo in questa maniera sarebbero potuti rimanere concentrati; allo stesso tempo volevo evitare che si facessero influenzare negativamente da un risultato non positivo del compagno vicino. Siamo stati davvero bravi ed abbiamo meritato la vittoria anche grazie alla strategia degli accoppiamenti nella finalissima, che ci ha permesso di diventare per la seconda volta Campioni d’Italia.elminster1

– Cosa pensi del movimento degli eSports in generale e come credi possa migliorare in Italia?

  • Gli eSports sono un movimento che merita sicuramente uno scenario migliore di quello che è riuscito a ritagliarsi finora. Credo comunque sia troppo presto per pensare a qualcosa di straordinariamente importante. Sono altresì convinto che la continua evoluzione porterà gli eSports ad ottenere il giusto riconoscimento quando a guidare la società saranno quelli che oggi vengono definiti  i “nativi digitali”. È un percorso lungo e sarà ricco di soddisfazioni per chi ci crederà e farà sì che in futuro potremo avere una nazionale eSports che magari vincerà qualche medaglia alle olimpiadi; d’ altronde gli Italiani si sono dimostrati  giocatori di livello mondiale già più volte.

– Negli altri paesi stanno avendo successo le trasmissioni a sfondo gaming che trasmettono e commentano i vari tornei internazionali; come accoglieresti una proposta del genere in Italia?

  • Sarebbero sicuramente un successo e serviranno per far sì che i ragazzi possano vivere da vicino quello che succede nel mondo in modo da potersi appassionare. Credo inoltre che diventerebbero in pochissimo tempo fondamentali per la crescita del movimento in Italia.

– Raccontaci un aneddoto particolarmente emozionante vissuto in questi anni di tornei.

  • Beh, su questo non ho dubbi: conoscere di  persona un ragazzo membro dell’Elminster Clan affetto da SMA dopo che si è fatto 13 ore di viaggio per venire nel pesarese al raduno pre-finali 2015. È diventato per me un esempio, un ragazzino di 18 anni che ti trasmette emozioni straordinarie, sempre pronto alla battuta, sempre disponibile e sorridente nonostante la sua vita sia costantemente in salita rispetto alla mia; ecco, se penso a quello che più mi ha emozionato in questi 11 anni penso a lui, a quello che ti dà senza neanche accorgersene, a quanto era impossibile all’inizio pensare che fondare l’Elminster Clan mi avrebbe portato ad incontrare persone così speciali  per la mia vita.

– Raccontacene ora uno divertente e inaspettato.

  • Visto che ci siamo, l’aneddoto che voglio raccontarvi è questo: io e questo mio amico siamo soliti scherzare e ci prendiamo in giro costantemente. Prima delle finali di quest’ anno continuava a dirmi che mi avrebbe investito con la sua carrozzina motorizzata di oltre 100kg mentre io gli dicevo che gli avrei bucato le  gomme. Durante le finali mentre ero intento a seguire una partita mi sento fare “la vecchietta” da dietro e girandomi vedo lui che sghignazzando mi minaccia di investirmi; ecco a cosa servono i videogame: a creare amicizie con persone che probabilmente non avresti mai conosciuto.

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– Come ti sei avvicinato al mondo del gaming e qual è il tuo titolo preferito di sempre?

  • Gioco ai videogame da sempre, fin dallo ZX Spectrum 128 o il Commodore 64 in cui potevi scrivere pagine intere di codici per poi giocare (forse) all’impiccato. Il mio titolo preferito di sempre è senza dubbio PES 6, forse perché è quello con cui mi sono trovato meglio grazie probabilmente anche al fatto che quell’anno giocando molto e girando l’ Italia per fare tornei sono riuscito ad esprimermi al meglio.

– Quali sono le aspettative per la nuova stagione?

  • La nuova stagione ci vedrà gareggiare per mantenere il titolo e, in caso di successo, diverremmo il Clan più titolato in Italia, quindi gli stimoli non ci mancano di certo.

– Ritieni che i più importanti player nel panorama gaming meritino notorietà come un qualsiasi sportivo?

  • Sicuramente, ma come detto in precedenza è un percorso che avrà bisogno di molti protagonisti, tanti apripista e di tempo.

– Cosa pensi del progetto Gamerwall?

  • Penso che sono tutte cose interessanti quelle trattate e che quindi da oggi avrete sicuramente un “amico” in più!

– Hai dei rimpianti come presidente?

  • Rimpianti no, situazioni che analizzate a freddo avrei gestito in maniera diversa ovviamente sì. Tuttavia sono pienamente soddisfatto dell’evoluzione che l’Elminster Clan ha avuto nel tempo tanto da diventare il Clan più longevo (e speriamo dal prossimo anno anche il più vincente) del panorama pessistico grazie al gruppo che si è creato.

– Raccontaci cosa vuol dire per te far parte di una community come quella della PES League.

  • Far parte della community PES League negli anni mi ha fatto conoscere persone accomunate a volte solo ed esclusivamente dalla passione per un videogame che nella “vita reale” sono distantissime da me non solo geograficamente ma anche per cultura, età ed interessi e questo è davvero bello. Spero che la PES League possa accompagnarci e guidare questo movimento tanto importante per le amicizie nate nel tempo.