Intervista a Mattia “Lonewolf92” Guarracino

By Emiliano Spinelli - - Interviste

Continua la nostra rubrica dedicata alle interviste ai protagonisti del gaming italiano. Abbiamo oggi qui con noi Mattia “Lonewolf92” Guarracino. Sei volte campione italiano di FIFA (2008, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014), medaglia di bronzo agli europei di Varsavia nel 2011 e al WCG 2011 di Busan, solo per citare i risultati più prestigiosi di una carriera senza eguali in Italia, per quanto riguarda il titolo Electronic Arts. È inoltre conosciuto per essere diventato ultimamente il primo cyber atleta italiano ad ottenere un contratto da una vera società sportiva, la Sampdoria. Attualmente, oltre alla carriera da player, ha si è buttato nel mondo dell’organizzazione di eventi di videogiochi con l’intento di far crescere il movimento.


-Parlaci un po’ della tua carriera.

  • La mia carriera ha inizio nel 2006 quando, per puro caso, mi trovai tra le mani un volantino che pubblicizzava un torneo di FIFA che si sarebbe tenuto di lì a poco ad Ostia. Nonostante giocassi solo contro la CPU e senza avere troppe aspettative, decisi di partecipare all’evento. Contro ogni previsione, tra lo stupore di tutti, compreso il mio, mi aggiudicai quel torneo! Da lì in poi mi sono incuriosito a tal punto da non voler pi perdere altri tornei. La scelta del mio nickname, Lonewolf92, deriva dal nome del protagonista di un vecchio fumetto di cui mio padre era appassionato.

-Quali sono le emozioni dell’ultimo successo?

  • In realtà ogni volta che raggiungo un determinato traguardo o vinco un torneo, l’emozione è sempre fortissima. Certo, sicuramente durante i primi tornei l’adrenalina era alle stelle quindi le emozioni erano amplificate. Ciò che provo oggi sono più che altro delle conferme che ciò che sto facendo, e che sto cercando di portare avanti non con poca fatica, danno i loro frutti e questi mi dà la forza per continuare per questa strada senza fermarmi davanti gli ostacoli.

-Cosa pensi del movimento degli eSports in generale e come credi possa migliorare in Italia?

  • Devo dire che ultimamente qualcosa nel modo del gioco virtuale di sta muovendo. Mi auguro che continuino su questa strada così da arrivare anche noi, pian piano, allo stesso livello di molti altri paesi europei che già da qualche anno investono su questo campo con ottimi risultati.

-All’estero stanno avendo successo le trasmissioni a sfondo gaming che trasmettono e commentano i vari tornei internazionali; come accoglieresti una proposta del genere in Italia?

  • Sarei felicissimo! È uno dei miei obiettivi e sto lavorando duramente affinché, quello che per ora è solo un sogno, possa diventare una realtà quotidiana ed un punto di aggregazione per i ragazzi più giovani, una novità da far apprezzare anche alle persone più grandi che considerano ancora i videogiochi come prodotti diseducativi e da evitare assolutamente.

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 -Raccontaci un aneddoto particolarmente emozionante vissuto in questi anni di tornei.

  • Un aneddoto che mi ha particolarmente emozionato è sicuramente legato alla premiazione del mio terzo posto alla finale mondiale di Busan nel 2011. Salire sul podio con un pubblico così grande e sentire l’appoggio di tutta la nazionale italiana che mi incitava proprio sotto il palco, è un’esperienza unica e davvero toccante. Tra l’altro, in quel torneo, durante la cerimonia di apertura ho ricoperto il ruolo di portabandiera della nazionale ed è stato anche questo un ricordo che porto nel cuore con particolare orgoglio ed emozione.

-Raccontacene ora uno divertente e inaspettato.

  • Un aneddoto che definirei decisamente divertente risale proprio al mio primissimo torneo quando, arrivato davanti al mio avversario lui, decisamente più grande di me, incalzò con un: “tanto te ne faccio 10!” e subito dopo, al 9:0 per me, mi chiese di fargli fare almeno un gol…ma visto quello che mi aveva detto, gli segnai anche il decimo!

-Come ti sei avvicinato al mondo dei videogiochi e qual è il tuo titolo preferito di sempre?

  • La mia prima console è stato il Super Nintendo, mentre il mio titolo preferito di sempre è stato senza dubbio FIFA11, che mi ha portato tantissime soddisfazioni, visti i miei bronzi alle olimpiadi di videogiochi in Corea del Sud e in Polonia agli europei, oltre al titolo europeo EMS XI.

-Aspettative per la nuova stagione?

  • Attualmente sto lavorando a molti progetti diversi e tutti molto ambiziosi che non mi vedono più solo come giocatore ma anche come organizzatore di eventi. Per ora non posso ancora esporre nulla, ma mi auguro di parlarvene presto.

-Ritieni che i più importanti player nel panorama gaming meritino notorietà come un qualsiasi sportivo?

  • In molte parti del mondo è già così da qualche anno. Pensate che a Busan, in Corea del Sud, già nel 2011 si vedevano sui cartelloni pubblicitari le foto dei vari giocatori virtuali che venivano acclamati come vere e proprie star.
    Io penso che, in generale, il mondo video ludico meriti maggior considerazione perché può fornire molte opportunità di crescita e lavoro che in Italia si tende purtroppo ancora ad ignorare.

-Cosa pensi del progetto “Gamerwall”?

  • Trovo che sia un progetto davvero molto interessante ed utilissimo per far conoscere ed apprezzare il mondo dell’eSport anche qui in Italia…grandissimi ragazzi, continuate così!!!

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-Hai dei rimpianti nella tua carriera?

  • Rimpianti no, non credo si possano definire proprio così, anche perché ho solo 24 anni e la mia carriera è ancora lunga. Un dispiacere però per me è stato quello di non riuscire a partecipare al torneo svoltosi in Francia ad inizio novembre, gli ESWC. Purtroppo mi hanno avvisato della convocazione solo una settimana prima dell’inizio dell’evento e, per motivi logistici, non sono riuscito ad organizzarmi per tempo, ma ci saranno sicuramente altre occasioni.

-Come ti alleni? Hai un’allenamento specifico?

  • Un vero e proprio allenamento non direi. Sicuramente prima di un torneo importante cerco di giocare qualche partita in più durante il giorno e di studiarmi bene i moduli e le tattiche da utilizzare. Diciamo che, oltre ad un allenamento intensivo, per esser pronto per un torneo, cerco anche di essere molto concentrato.

-Cosa consigli a chi vuole avvicinarsi a questo mondo?

  • Ai ragazzi che desiderano avvicinarsi a questo mondo consiglio innanzitutto di essere molto pazienti e di non lasciarsi scoraggiare dalle prime sconfitte. Tutto fa esperienza e vedrete che man mano arriveranno anche le prime soddisfazioni; cercate inoltre di ricordare che è sempre un gioco e che i vostri sfidanti sono ragazzi come voi, cercate di instaurare rapporti di amicizia tra voi e vedrete che sarà anche più divertente giocare e sfidarvi tra voi.

-Raccontaci cosa vuol dire per te far parte di una community come quella italiana.

  • Per me ha un significato importante. Diciamo che per certi versi mi sento in dovere di dare qualcosa in più di altri visto che sono un veterano (sono già passati 10 anni dal primo torneo) e sto cercando di dare il massimo per portare la nostra community al livello internazionale.