SPECIALE: SONO eSPORTS DA RAGAZZE

By Giulia Conte - - Gaming al femminile

Uomini e donne sono profondamente diversi; questa credo sia una verità indiscutibile, oltre che evidente agli occhi di tutti. Molto meno evidente è un’altra affermazione, che spesso fa da corollario alla precedente: la diversità tra uomini e donne fa sì che ci siano delle attività, dei lavori, degli hobby che sono adatti più agli uni o alle altre. Questo ritornello si riaffaccia prepotente nei discorsi di moltissime persone, uomini e donne, a cui più di duemila anni di civiltà evidentemente non sono bastati a capire una cosa fondamentale: due persone diverse, a prescindere dal sesso, faranno le cose in maniera diversa, senza che si possa parlare di maggiore o minore attitudine di un uomo rispetto a una donna o viceversa.

Il mondo dello sport tradizionale, in questo senso, ha da sempre favorito una separazione tra uomini e donne, a causa delle indubbie differenze fisiche che renderebbero impari qualunque gara tra un uomo e una donna. Ma siamo proprio sicuri che, se un uomo e una donna si misurassero a colpi di polpastrelli su una tastiera o su un joypad, sarebbe proprio la stessa cosa?

Il mondo degli eSports si sta evolvendo molto rapidamente; sono sempre di più i ragazzi che hanno desiderio di competere a livello professionistico nel settore dei videogame e, dato che nel numero globale dei videogamers uomini e donne sono praticamente alla pari, è logico che sempre più donne provino a fare degli eSports qualcosa di più di una semplice passione.

esports donne

Spesso, tuttavia, queste devono scontare i pregiudizi di un mondo fino a pochissimo tempo fa aperto solo ai maschi, e sono davvero poche quelle che dimostrano abbastanza forza di volontà e determinazione da andare contro agli stereotipi e sfidare gli uomini davanti a una console o a un PC.

Inoltre, come per tutti gli sport tradizionali, anche negli eSports si riscontra una netta disparità nell’attenzione degli sponsor e conseguentemente nella capacità di attirare investimenti economici nei tornei maschili e femminili: basti pensare che nel 2015 la prima World Cup di League of Legends destinata esclusivamente a ragazze ha avuto un montepremi di 25.000 dollari, in proporzione poco più dell’1% del montepremi della corrispettiva competizione maschile.

Per fortuna, negli ultimi periodi qualcosa si sta muovendo verso una maggiore integrazione delle ragazze all’interno del mondo eSports. Buona parte del merito va a grandi multinazionali come la Intel, che nel 2015 ha sostenuto e sponsorizzato due nuovi team femminili europei per Counter Strike: Global Offensive, affermando che questo è il primo passo per creare una base sempre più ampia che possa portare in futuro alla creazione di team misti.

Noi di GamerWall stiamo cercando, nel nostro piccolo, di portare anche in Italia questa cultura dell’uguaglianza nel mondo degli esports e del gaming in generale; lo abbiamo fatto, e continueremo a farlo, intervistando ragazze che lavorano e respirano il mondo dei videogame e che possono portare una testimonianza diretta. La speranza è quella, in un futuro quanto più prossimo, di eliminare la sezione Girls Gaming dal nostro sito: sarà il giorno in cui, nelle competizioni, i gamers saranno giudicati e discriminati solo in base al loro livello di bravura e non certo in base al sesso.