Intervista a Sharon “Kravix” Kravanja del Sirens Team

By Giulia Conte - - Gaming al femminile

Pur essendo giovanissima, la protagonista della nostra intervista di oggi non ha paura di prendersi delle responsabilità: è capitana del Sirens Team, squadra tutta femminile di Call of Duty e gareggerà nella prima LAN totalmente al femminile che si terrà a Milano dal 23 al 25 settembre 2016. Lei è Sharon Kravanja, il suo nome di battaglia è Kravix e queste sono le sue riflessioni in esclusiva per voi.

– Come è nata la tua passione per il gaming e quali sono stati i tuoi giochi preferiti?

  • È una passione ereditaria: mio padre infatti è tutt’ora un player incallito di Battlefield 4 ed è stato lui ad avvicinarmi al mondo degli FPS. Ma iniziamo dal principio: il mio primo ricordo risale all’età di 2 anni in cui giocavo, o meglio, provavo a giocare a Space Invaders. Ovviamente il ricordo è molto vago ma a quanto pare era l’unico modo che utilizzava mia madre per farmi stare seduta e tranquilla. Con il passare degli anni ricevetti la mia prima console e con gioia scartai la Playstation 1 sotto l’albero di Natale: lo sbaglio più grande dei miei genitori! Premetto che avendo problemi economici non ho mai avuto una vasta collezione di videogiochi ma questo non mi fermava e imparai ad usare metodi ”alternativi” per giocare a nuovi titoli su computer. I miei giochi preferiti sono cambiati crescendo, partendo da GTA San Andreas e Splinter Cell a 11 anni e arrivando a The Last of UsLife is Strange e Dark Souls 3. Anche se può sembrare strano essendo una player competitiva di CoD, il primo che giocai e che è stato Call of Duty 3 non mi era piaciuto per niente e tra l’altro il mio FPS preferito che mi ha segnata per anni è stato Battlefield 3, sono proprio un paradosso!

Kravix del Sirens Team con le sue console

– Parlaci un po’della tua esperienza nel campo del competitive.

  • Faccio parte di questa realtà da circa un annetto, in pratica non sono né una novizia né una veterana ma ho sempre avuto fin da Call of Duty Ghosts l’idea di creare un mio team femminile e quindi nel maggio 2015 nacque il Sirens Team. Ci sono stati parecchi cambiamenti alcuni positivi ed altri un po’meno ma i principali sono stati il cambio di multigaming e i cambi di roster fino ad arrivare alle mie compagne del Sirens Team attuale. Purtroppo online sono svantaggiata a causa di una connessione marcia ma devo dire che sono soddisfatta del mio percorso e sopratutto di come ho giocato l’ultima LAN di Legnano dove, anche se ho giocato come PU e quindi non con il mio Team, mi sono fatta valere con 40 bombs in hardpoint e spero che la prossima LAN vada ancora meglio!

– Credi che il fatto che il CONI ha riconosciuto gli eSports come un vero e proprio sport possa costituire davvero il punto di svolta per la legittimazione del gaming anche in Italia?

  • Assolutamente, il CONI ci ha dato il punto di partenza ma è in quest’ultimo periodo che l’Esports italiano sta seriamente iniziando a crescere, magari non siamo ancora in grado di affollare uno stadio ma poco a poco stiamo riempiendo una piccola platea alla volta. Bastano pochi esempi per capire che la svolta è già iniziata: ricordo quando poco tempo fa il canale di DexertoIT su Twitch era seguito da migliaia di followers intenti a guardare chi sarebbe arrivato alla finale del torneo; oppure quando un team italiano di League of Legends è riuscito ad arrivare a livelli professionali e a farci sperare fino all’ultimo che sarebbe riuscito ad arrivare ancora più in alto. Gli appassionati stanno aumentando, l’impegno di Players e Multigaming comincerà a dare i loro frutti e gli sponsor stanno iniziando a riconoscere che anche noi italiani siamo pronti a fare un passo in avanti.

– Da gamer donna, hai dovuto affrontare difficoltà maggiori per affermarti in un mondo popolato per la stragrande maggioranza da ragazzi?

  • Ci sono sempre stati alti e bassi, come tante altre ragazze sono stata anch’io insultata perché ”le femmine dovrebbero stare in cucina”, ma ultimamente la mentalità comune sta iniziando a cambiare e le GirlGamers si stanno integrando sempre di più nel panorama gaming e finalmente ci sentiamo sempre più alla pari con il sesso maschile. Parlando più in generale, essere donna ha i suoi pro è i suoi contro. È vero, possiamo sempre imbatterci nei più comuni casi di sessismo, nessuna mentre si sta impegnando a migliorare vuole essere chiamata con certi termini solo perché ha una passione che alcuni reputano ”sbagliata” per una donna oppure perché rosicano quando una ragazza dimostra di avere molta più skills di quanto immaginavano. È altrettanto vero che quasi tutte le multigaming, emergenti e non, vorrebbero una sezione femminile e quindi cercano sempre ragazze disposte a provare questo mondo e sopratutto aiutarle a crescere in questo settore.

Kravix del Sirens Team con Liquid Harpy

– Cosa ne pensi del progetto GamerWall e della sezione dedicata al Girls Gaming?

  • Finalmente si inizia a dare spazio al Competitive Femminile, molte di queste player meritano di essere apprezzate per l’impegno e la determinazione che ci stanno mettendo nei loro progetti/sogni e credo che il 2016 sia solo l’inizio di una vera e propria avventura. Quest’anno si sta rivelando un anno molto importante per tutte noi, partendo dalle interviste che voi di GamerWall ci avete dedicato fino ad arrivare alla prima LAN completamente al femminile che si terrà tra poche settimane a Milano.